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	<title>Alma Radio</title>
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	<description>La radio degli studenti di Bologna e provincia</description>
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		<title>NBA: CHI VINCERA&#8217; TRA LE OTTO RIMASTE?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 21:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Minguzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono rimaste in otto e, che ci piacciano o no, una di queste sarà la squadra che alzerà l’ambito trofeo a Giugno, analizziamo cosa potrebbe portare al trionfo o fermare il cammino di ogni team              NALDI MATTIA Semifinali &#8230; <a href="http://www.almaradio.it/2012/05/nba-chi-vincera-tra-le-otto-rimaste/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono rimaste in otto e, che ci piacciano o no, una di queste sarà la squadra che alzerà l’ambito trofeo a Giugno, analizziamo cosa potrebbe portare al trionfo o fermare il cammino di ogni team              </strong></p>
<p><strong>NALDI MATTIA</strong></p>
<p>Semifinali di conference e 12,5 % di possibilità di vincere per ogni squadra… Se il basket fosse matematica, ma non c’è scienza inesatta più inesatta di questi playoff NBA, le squadre giocheranno le loro carte migliori cercando di nascondere le peggiori, vediamo quindi quali sono le qualità che hanno fatto arrivare queste franchigie fino a questo punto e che potrebbero fargli fare ancora strada cercando di capire, viceversa, cosa potrebbe fermare il loro cammino. Per Miami da “the decision” i motivi principali sono sempre quei tre amigos e i loro talenti portati a South beach, il loro contropiede è infermabile, scaturito da una difesa fisica e tremendamente efficace. Chiari i punti forti, ancor più chiari i punti deboli: la squadra è infatti composta da tre elementi di forte spicco accompagnati da poco altro, l’attacco è stazionario e a metà campo fatica molto vivendo sui soli isolamenti di una delle tre stelle, la rotazione lunghi è rivedibile, per usare un eufemismo, e l’infortunio di Bosh, fuori a tempo indefinito ma lungo, ne mina ulteriormente le potenzialità, come visto durante la stagione, è proprio Chris dei tre il più difficilmente sostituibile visto che nel front-court degli Heat è l’unico elemento di spicco. Indiana invece raccoglie i frutti di un lavoro oculato e portato avanti alla grande dal GM Larry Bird che ha messo l’ottimo coach Vogel a capo di un ottimo gruppo di giocatori, la gioventù e la freschezza con cui sono arrivati a questi playoffs è la loro arma migliore, la loro strada guarda oltre questi playoffs, i Pacers si presenteranno alla prossima estate infatti col miglior payroll tra le squadre presenti ai playoffs, ma in questo annacquato Est potrebbero togliersi qualche soddisfazione, quello che potrebbe fermarli è però la mancanza di esperienza dopo la regular season e la mancanza di una vera e propria stella, cosa che al momento Granger ancora non è. Discorso analogo vale per i Sixers, squadra giovane, allenata bene da Doug Collins, conscia dei propri limiti e con tanti elementi in grado di portare un mattoncino alla causa, ma quanto manca il giocatore che si prenda in mano la squadra nei momenti di difficoltà, il leader che ti fa i trenta punti quando servono e dal quale vai quando la palla pesa più del normale peso, Iguodala era il prescelto per il ruolo ma, per carattere in primis e per capacità, non si è mai calato nella parte. E se i Celtics facessero il colpo gobbo a tutti? La difesa è ancora una sicurezza, l’orgoglio dei vecchi leoni è ancora grande e spesso li aiuta a gettare il cuore ben oltre l’ostacolo e poi c ‘è Rondo… Battezzabile dalla media, autore di scelte di gioco spesso dubbie e che possono mettere in difficoltà i suoi compagni innanzitutto, in attacco e in difesa, ma quanto è forte! Una tripla doppia possibile ad ogni allacciata di scarpe, ad un jazzista è stato paragonato per le sue improvvisazioni e come Louis Armstrong e i migliori jazzisti possiede la famosa blue-note, la nota che pochi hanno, che pochi sanno suonare, che nessuno sa da dove arriva e che è maledettamente difficile da accompagnare per i compagni di orchestra. Peccato solo che il chilometraggio di questa squadra e dei suoi principali giocatori sembri ormai giunto al termine. Ad Ovest strabiliano gli Spurs, il miglior allenatore dell’anno, Duncan ringiovanito a dispetto della stagione compressa, Ginobili asso che esce dalla panchina, Parker da MVP e tutti i giocatori che sanno quello che gli viene chiesto e lo fanno come meglio non si potrebbe. Vederli giocare è un clinic di basket, spaziature pressoché perfette, attacco al contagiri, vario e gioco spumeggiante e veloce. Trovargli un punto debole è come quando Popovich cercava un appiglio per poter sgridare i suoi durante i timeout, impresa ardua anzi che no, ma quelle difficoltà sotto canestro e la difficoltà (tutte ampiamente relative) a giocare se non possono impostare il loro ritmo di gioco sono i difetti, tanto che, nella quarta ed ultima sfida coi Jazz, coach Corbin ha provato a usare l’armeria ultra pesante con Millsap-Favors-Jefferson in quintetto, segno che ritmo lento e difficoltà a rimbalzo possono fermare gli Spurs. Pensare che il primo titolo fu vinto proprio con le Twin Towers Duncan e Robinson! Cris Paul e la debordanza fisica dei suoi lunghi sono invece gli assi dei Clippers, ma troppe le mancanze per pensare di fare strada, manca esperienza (quanto è grave l’infortunio di Billups durante l’anno!) e maturità e un allenatore da rivedere se non da cambiare come si stava già pensando durante l’anno. Sarà l’anno di Oklahoma City come molti pensano? Il trio delle meraviglie Westbrook-Durant-Harden potrebbe farlo credere, la squadra attorno a loro è funzionale alle esigenze dell’ottimo coach Brooks e la difesa è di quelle tra i top della lega, ma, per quanto la squadra attorno ai tre sia funzionale, offre assai poche alternative in attacco e il tabellino è sempre monopolizzato dai magnifici tre. I Lakers potrebbero tranquillamente ambire a fare qualcosa di grande quest’anno, ma lo sanno almeno loro? Kobe è sempre la solita garanzia, la coppia di lunghi Gasol-Bynum fa invidia a tutta la lega, la difesa c’è e col ritorno di Metta World Peace fa ancora più paura ma l’acquisto di Sessions ha portato sì, finalmente, un’ottima PG, ma questa non è stata in grado di far venir meno il solito annoso problema della difesa sulla PG avversaria, sempre libera di dettare a proprio piacimento il gioco e questo problema è molto grave visto che, qualora si passasse da Westbrook e quindi dai Thunder, si incontrerebbero Parker o Paul. L’anno scorso non è servito di lezione e le teste dei giocatori sono il principale problema della squadra: Gasol a volte scompare quando conta, Bynum spesso dimentica il cervello a casa e offre vuoti di sceneggiatura mentali degne del peggior Javale McGee, Metta è Metta, cioè Ron Artest ed è quindi una mina pronta ad esplodere da un momento all’altro e Kobe continua a non fidarsi dei suoi compagni e come in gara 2 contro i Thunder si sovraccarica di responsabilità risultando dannoso per i suoi, tutto questo in uno spogliatoio nel quale basta parola sbagliata al momento sbagliato e tutto salta. Hollywood dà e Hollywood toglie…</p>
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		<title>STONER LASCIA LA MOTOGP!</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 21:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Minguzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il canguro ha annunciato che si ritirerà a fine anno CARLO BOSSI Stoner ha dichiarato in conferenza stampa a Le Mans che lascierà la MotoGp a fine stagione, perché ci sono troppe cose che non gli piacciono più in questo &#8230; <a href="http://www.almaradio.it/2012/05/stoner-lascia-la-motogp/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il canguro ha annunciato che si ritirerà a fine anno</strong></p>
<p><strong>CARLO BOSSI</strong></p>
<p>Stoner ha dichiarato in conferenza stampa a Le Mans che lascierà la MotoGp a fine stagione, perché ci sono troppe cose che non gli piacciono più in questo mondo &#8220;Mi ritirerò alla fine della stagione, questa non è la Motogp di cui sono innamorato&#8221; e perché vuole passare più tempo con sua moglie e la sua figlioletta. Giochiamo un po&#8217; su un tema tanto di moda in questi giorni, la trasmissione “Quello che (non) ho” di Fazio e Saviano, scegliendo un paio di parole per descrivere le nostre sensazioni al momento, in attesa di avere nuove notizie sul tema.</p>
<p>DISPIACERE – La prima parola è dispiacere. Il dispiacere di perdere un pilota del suo calibro a fine stagione. Il motomondiale ne risentirà, senza ombra di dubbio.</p>
<p>GUSTO &#8211; Anche per gli avversari, che pure saranno molto avvantaggiati dall&#8217;addio dell&#8217;australiano, ci sarà meno gusto a vincere senza Stoner. Immaginiamoci che l&#8217;anno prossimo Lorenzo vinca il mondiale. Chi non penserà “eh si, facile ora che non c&#8217;è Stoner..”?</p>
<p>QUARANTASEI – Si libera un posto in Honda e serve un grande pilota&#8230; chissà&#8230;</p>
<p>MALIZIA – Ora facciamo un po&#8217; i maliziosi. Sappiamo che Stoner non gradisce le nuove gomme introdotte dalla Bridgestone e che al momento è senza contratto. Non è che magari l&#8217;annuncio, fatto in un momento della stagione in cui c&#8217;è ancora tanto tempo per i ripensamenti, fa parte di una strategia per avere un bel ritocco dalla Honda o un po&#8217; più di attenzione dalla Bridgestone? Non possiamo saperlo. Come cantava Battisti, “lo scopriremo solo vivendo”. Ma purtroppo crediamo proprio di no</p>
<p>SENNO – Sicuramente la scelta di Stoner è decisamente sensata. Perché continuare a rischiare la vita sulle due ruote, con una figlia e una moglie che ti aspettano a casa e un bel po&#8217; di milioni in banca? Però&#8230; però è un peccato. Anche perché a noi i piloti piacciono così, un po&#8217; folli, combattivi, incoscienti, spregiudicati. Come ha detto Rossi parlando di Villeneuve, “Gilles Villeneuve è un mito per quasi tutti i piloti da corsa perché tutti noi vorremmo avere le palle che aveva lui”.</p>
<p>Quello che non ho, è la certezza che Stoner si ritiri davvero a fine stagione. Quello che ho, è il sospetto malizioso, che è anche una speranza, che magari con un contratto faraonico e una Bridgestone che gli fornisce le gomme come piacciono a lui, un altro annetto possa ancora farselo. Quello che ho, è il dispiacere per la perdita di un pilota fenomenale. Quello che non ho, è la capacità di capire come a 27 anni con il suo talento non si voglia puntare a diventare il numero uno di tutti i tempi. Un vero peccato.</p>
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		<title>IL GRILLO E LA TIGRE</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 09:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fra82</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Così parlò la Tigre di Cremona, in una lettera inviata al caustico comico genovese. Il titolo: Imenoplastica, sul bisogno della classe politica di rifarsi una verginità dopo anni di promiscui atti e intenti. Mina sceglie così di entrare nel dibattito &#8230; <a href="http://www.almaradio.it/2012/05/il-grillo-e-la-tigre/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così parlò la Tigre di Cremona, in una lettera inviata al caustico comico genovese. Il titolo: <em>Imenoplastica</em>, sul bisogno della classe politica di rifarsi una verginità dopo anni di promiscui atti e intenti. Mina sceglie così di entrare nel dibattito che da qualche tempo vede, da una parte, Beppe Grillo e il suo movimento <em>five</em> <em>stars</em> e dall’altra, politici di ogni dove e intellettuali di ogni quando.</p>
<p>«Si chiama<strong> </strong>imenoplastica. A reclamare tale ammodernamento anatomico si sono impegnati i grandi uomini della prima, della seconda, della terza, della quarta, della ennesima Repubblica. Leggermente sputtanati e disfatti in decenni di infernale e volgare promiscuità e sfrenato onanismo, senza controllo e con autoreferenzialità, stanno rivalutando all&#8217;improvviso il concetto di purezza». E così parlò la Tigre di Cremona</p>
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		<title>F1, IN SPAGNA SI IMPONE MALDONADO</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 21:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Minguzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il venezuelano della Williams si conferma dopo aver stupito nelle qualifiche; buona prova della Ferrari, Alonso è secondo e torna in cima al mondiale RICCARDO MARCHETTI Continua  l’assoluta democrazia in F1, dove in cinque gare nessuno è ancora riuscito a &#8230; <a href="http://www.almaradio.it/2012/05/f1-in-spagna-si-impone-maldonado/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il venezuelano della Williams si conferma dopo aver stupito nelle qualifiche; buona prova della Ferrari, Alonso è secondo e torna in cima al mondiale</strong></p>
<p><strong>RICCARDO MARCHETTI</strong></p>
<p>Continua  l’assoluta democrazia in F1, dove in cinque gare nessuno è ancora riuscito a concedere un bis di vittorie: oggi è toccato al carneade Pastor Maldonado su Williams, che in due anni di F1 era andato a punti solo nell’ultimo Gp della Cina, tagliare per primo il traguardo per primo. Il venezuelano ex campione della Gp2, scattato dalla pole dopo il declassamento di Hamilton, ha dovuto sudare sette camice per avere la meglio su Fernando Alonso ma alla fine è riuscito a riportare la Williams sul gradino più alto del podio, cosa che non succedeva dal trionfo di Montoya nel Gp del Brasile del 2004. Come detto, ottimo secondo posto per Alonso, che si porta in vetta alla classifica a pari punti con Vettel, che dopo una gara anonima recupera ben tre posizioni e si piazza al sesto posto. Ottimo quinto posto per Kobayashi, bene pure Hamilton, che partito ultimo chiude ottavo, e la Lotus, che si conferma una delle vetture migliori con Raikkonen e Grosjean che chiudono terzo e quarto, anche se l’impressione è che con una strategia diversa la scuderia britannica oggi avrebbe potuto puntare anche a qualcosa di più del gradino più basso del podio. Male Schumacher, che si è schiantato a mo’ di kamikaze contro Senna, e Massa, che nonostante l’impegno profuso ha chiuso sedicesimo, dietro anche alle due Toro Rosso. Alla partenza, grande sprint di Alonso che attacca subito Maldonado  ed alla prima curva è già in testa; i due sono seguiti da Raikkonen e Rosberg, poi Grosjean che a causa di una partenza così così perde subito due posizioni; Schumacher, Vettel, Button, Kobayashi e Vernie chiudono la zona punti, mentre Perez  fora subito ed è costretto al rientro ai box, ritrovandosi ultimo. I primi tre prendono il largo, mentre Massa appare subito combattivo e tallona Vernie, dovendosi però a sua volta guardare le spalle da Webber, che lo incalza. Inizia la prima girandola di pit stop, cui danno il via le Red Bull, mentre Hamilton recupera posizioni su posizioni e all’ottavo giro è già undicesimo. Al 13° giro la sfortuna si abbatte su Senna, protagonista di ben due scontri: prima si tocca senza particolari conseguenze con Grosjean, poi Schumacher lo tampona nel tentativo di sorpassarlo, ed entrambi sono costretti al ritiro. Al 17° giro Grosjean sorpassa Rosberg, portandosi in quarta posizione. Problemi per Webber, che comincia a perdere posizioni ed è costretto a cambiare il musetto; non è esattamente la giornata delle Red Bull, tanto che in seguito anche Vettel dovrà fermarsi per lo stesso motivo. Raikkonen inizia a perdere terreno dai primi due,  mentre nelle retrovie Hamilton insidia Massa, che  però resiste  agli assalti dell’inglese. La svolta della gara si ha al giro 27: Maldonado anticipa il pit stop di un giro rispetto ad Alonso, e girando a tempo di record riesce a tenere dietro il ferrarista una volta che questi è uscito a sua volta dai box, ritrovandosi primo. Di Resta va largo dopo un attacco di Vernie, mentre Hamilton continua ad attaccare Massa; il brasiliano riesce a difendersi bene, ma nulla può quando con Vettel si ritrova a dover scontare una penalità per non aver rispettato le bandiere gialle, dovendo rientrare ai box e lasciando così via libera al pilota McLaren, che si mette poi alle spalle pure Button e Rosberg, agguantando la quinta posizione. Al 35° giro, Button, tentando di insidiare Rosberg, lascia scoperto l’interno e viene infilato da Kobayashi, che a sua volta si lancia all’inseguimento del tedesco; l’inglese è in difficoltà, e quattro giri dopo anche Vettel se lo mette alle spalle. Alonso intanto accorcia su Maldonado, che ha qualche problema al momento del pit stop e si ritrova terzo al rientro in pista, dietro allo spagnolo e a Raikkonen; la gioia del ferrarista dura però pochi giri, perché in seguito alla sua seconda sosta ai box si ritrova di nuovo dietro al venezuelano, che al 48° giro torna in testa superando Raikkonen. Azzardata e forse sbagliata la strategia del finlandese della Lotus, che ritarda di molto il rientro ai box continuando a girare con gomme ormai usurate, venendo superato anche da Alonso senza troppe difficoltà al 49° giro. Nei giri finali, Alonso prova a farsi sotto, ma in accelerazione la Ferrari non riesce a reggere il confronto con la Williams; lo spagnolo appare in difficoltà, rischiando addirittura di subire il ritorno di Raikkonen. Kobayashi intanto supera anche Rosberg, portandosi in quinta posizione. Nel finale, le luci sono tutte puntate su Vettel, che supera in ordine Button, Hamilton e Rosberg, concludendo in sesta posizione. Davanti non ci sono più cambiamenti, così Maldonado và a vincere il suo primo Gp di F1, seguito da Alonso, Raikkonen, Grosjean, Kobayashi, Vettel, Rosberg, Hamilton, Button ed Hulkenberg, ultimo dei piloti in zona punti. Applausi dunque per il venezuelano, sul quale nessuno avrebbe probabilmente scommesso prima di questo weekend, ma gioia anche per Alonso, che arrivando davanti a tutti i suoi avversari si riprende, in coabitazione con Vettel, la testa del mondiale a 61 punti; seguono Hamilton a 53, Raikkonen a 49, Webber a 48, Button a 45 e Rosberg a 41. Cinque vincitori diversi in altrettanti gran premi non si vedevano dal 1983, e ciò di certo và a vantaggio di Alonso, che nonostante la fino ad ora scarsa competitività della sua vettura è in testa e nel dopo gara è apparso raggiante non solo per l’ottimo risultato ottenuto, ma anche per i progressi di una Ferrari che sembra sulla strada giusta per trovare la quadratura del cerchio. Visto che Red Bull e McLaren non brillano e che il campionato è ancora lungo, i presupposti per essere positivi ci sono tutti, ma occhio alla Lotus: la macchina non è male e i piloti sono in gamba, se Raikkonen comincerà anche a vincere oltre che ad ottenere piazzamenti importanti questo mondiale potrebbe trovare un padrone prima di quel che si possa immaginare.</p>
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		<title>EUROLEGA: OLYMPIACOS CAMPIONE</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 21:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Minguzzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sorpresa ad Instambul nelle final four di Eurolega di basket. Vince l&#8217;Olympiacos Pireo sul fil di sirena grazie ad una canestro di Printezis (foto), ben servito da Spanoulis, a sette decimi dal termine battendo cosi i super favoriti del Cska &#8230; <a href="http://www.almaradio.it/2012/05/eurolega-olympiacos-campione/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sorpresa ad Instambul nelle final four di Eurolega di basket. Vince l&#8217;Olympiacos Pireo sul fil di sirena grazie ad una canestro di Printezis (foto), ben servito da Spanoulis, a sette decimi dal termine battendo cosi i super favoriti del Cska Mosca. Russi avanti anche di 19 lunghezze trascinati da Teodosic e Kirilenko, poi la rimonta greca con un superlativo Papanikolau (18 punti senza errori dal campo) con il consueto grandissimo contributo proprio di Spanoulis con 15 punti. Ciliegina sulla torta per coach Ivkovic che porta sul trono d&#8217;Europa una squadra che alla vigilia non era data certo tra le favorite e addirittura non veniva nemmeno presa in considerazione per una possibile partecipazione alle final. Battuta Siena nei playoff, poi altr due vittime eccellenti come Barcellona e Cska. Proprio i blaugrana concludono terzi battendo nella finalina il Panathinaikos per 74-69.</p>
<p>Redazione Almaradio News</p>
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		<title>SERIE A, ULTIMI VERDETTI: UDINESE IN CHAMPIONS, LECCE IN B</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 20:55:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Minguzzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il secondo anno consecutivo l&#8217;Udinese si qualifica per i preliminari di Champions League. In quel di Catania decidono Di Natale e Fabbrini, se quello dell&#8217;anno scorso era stato un mezzo miracolo lo è ancor di più questo. Soprattutto dopo &#8230; <a href="http://www.almaradio.it/2012/05/serie-a-ultimi-verdetti-udinese-in-champions-lecce-in-b/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il secondo anno consecutivo l&#8217;Udinese si qualifica per i preliminari di Champions League. In quel di Catania decidono Di Natale e Fabbrini, se quello dell&#8217;anno scorso era stato un mezzo miracolo lo è ancor di più questo. Soprattutto dopo le cessioni estive di Sanchez, Inler e Zapata. Quarto posto finale per la Lazio che supera l&#8217;Inter all&#8217;Olimpico tre a uno: vantaggio nerazzurro con Milito poi Ledesma, Candreva e Mauri. Conclude quinto il Napoli dopo la vittoria per due a uno sul Siena con doppietta di Dossena. Sesto posto, e quindi preliminare di Europa League, per l&#8217;Inter che dovrà cominciare la stagione molto presto. Primo turno il due agosto. In coda si salva il Genoa battendo in casa il Palermo due a zero con reti di Gilardino e Sculli, retrocede cosi il Lecce battuto a Verona dal Chievo. Il tutto senza contare le sentenze sul calcioscommesse che potrebbero rendere sub-judice questa classifica. Concludono con reti l&#8217;addio di Del Piero e Inzaghi rispettivamente da Juve e Milan. Degna conclusione per due giocatori che hanno fatto la storia dei loro club e amati da tutto il popolo calcistico.</p>
<p>Redazione Almaradio News</p>
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		<title>EUROLEGA, FINAL FOUR: FINALE CSKA-OLYMPIACOS</title>
		<link>http://www.almaradio.it/2012/05/eurolega-final-four-finale-cska-olympiacos/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 20:31:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Minguzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà Cska Mosca-Olympiacos la finale dell&#8217;Eurolega 2012. I russi battono allo sprint il Panathinaikos di coach Obradovic in un finale convulso ed appassionante. Sotto di uno i russi sorpassano con Teodosic a meno di due minuti dalla fine, poi non &#8230; <a href="http://www.almaradio.it/2012/05/eurolega-final-four-finale-cska-olympiacos/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà Cska Mosca-Olympiacos la finale dell&#8217;Eurolega 2012. I russi battono allo sprint il Panathinaikos di coach Obradovic in un finale convulso ed appassionante. Sotto di uno i russi sorpassano con Teodosic a meno di due minuti dalla fine, poi non chiudono la partita sbagliando tre degli ultimi quattro liberi (due errori consecutivi sempre del serbo) che consentono al Pana di giocarsi l&#8217;ultimo possesso con due lunghezze di svantaggio. Diamantidis è l&#8217;uomo designato per l&#8217;ultimo tiro ma si fa scippare la palla e la partita finisce li. Cska sotto anche di 14 punti nel primo quarto rimonta grazie a 25 punti di un immenso Kirilenko e 16 di Shved.</p>
<p>Nell&#8217;altra semifinale sono i greci dell&#8217;Olympiacos (giustizieri del Montepaschi Siena) ad aver la meglio, forse un po&#8217; a sorpresa, sul Barcellona di Juan Carlos Navarro. Greci sempre avanti e blaugrana costretti sempre con l&#8217;acqua alla gola. Sugli scudi Spanoulis (21 punti e 6 assist) e Printezis con 14 punti e ottime percentuali al tiro. In ombra per gli spagnoli Lorbek (9 punti), Mickeal (4) ed Eidson che non mette a referto neanche un punto. Vincere una semi di Eurolega puntando sostanzialmente solo su Navarro è dura. Finale domenica col Cska favorito ma con un Olympiacos tutt&#8217;altro che battuto.</p>
<p>Redazione Almaradio News</p>
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		<title>SERIE A: JUVENTUS CAMPIONE D&#8217;ITALIA</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 21:24:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Minguzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la vittoria per due a zero a Trieste sul Cagliari e la contemporanea sconfitta del Milan nel derby la Juve è campione d&#8217;Italia. Tripletta di Milito a San Siro stende il Milan MANUEL MINGUZZI Stavolta è tutto vero, tutto &#8230; <a href="http://www.almaradio.it/2012/05/serie-a-juventus-campione-ditalia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Con la vittoria per due a zero a Trieste sul Cagliari e la contemporanea sconfitta del Milan nel derby la Juve è campione d&#8217;Italia. Tripletta di Milito a San Siro stende il Milan</strong></p>
<p><strong>MANUEL MINGUZZI</strong></p>
<p>Stavolta è tutto vero, tutto regolare. Nessuna calciopoli toglierà questo scudetto, strameritato, alla Juventus. I bianconeri si impongono a Trieste per due a zero (Vucinic e autogoal di Canini) e complice la tanto odiata Inter vincono il loro ventottesimo scudetto. Sarebbero trenta ma sappiamo benissimo che due sono stati tolti per le note vicende moggiane. I nerazzurri di Stramaccioni fanno il regalo più bello ad Agnelli e Marotta battendo il Milan nel derby 4-2 con una tripletta del principe Milito. Partita pazza questa stracittadina che ha visto l&#8217;Inter andare in vantaggio con l&#8217;argentino abile a sfruttare una sponda di Samuel in piena area. Poco dopo Cambiasso si vede negare il raddoppio da Abbiati che salva sulla linea, la palla non sembra entrata tutta. Poi si sveglia il Milan che anche senza giocare un calcio spumeggiante mette qualche apprensione alla retroguardia nerazzurra fino a conquistarsi un rigore, a dir il vero inesistente, per una uscita di Julio Cesar su Ibra. Errore grossolano di Rizzoli. L&#8217;estremo difensore provoca lo svedese prima del tiro ma il destro è potente e preciso. Uno a uno.</p>
<p>Nella ripresa parte decisamente meglio il diavolo che va avanti subito sempre con Ibra che con un tocco sotto conclude nel migliore dei modi una splendida azione tutta di prima fino all&#8217;assist perfetto di Boateng. Il Milan sembra poter prendere la partita in mano anche se da Trieste arrivano brutte notizie. Però ci pensa Abate con una ingenuità a rimettere tutto in discussione commettendo uno stupido fallo da rigore su Milito. Proprio lo stesso attaccante batte Amelia entrato per l&#8217;infortunio ad Abbiati. Il due a due è una mazzata per il Milan che subisce il contraccolpo pur non mollando la presa e rendendosi pericoloso con Muntari che dimostra di non essere proprio un goleador d&#8217;area. A mandare il diavolo nel suo habitat naturale, ovvero l&#8217;inferno, ci pensa Nesta con un altro ingenuo fallo di mano su colpo di testa di Pazzini. Sempre Milito dal dischetto sigla il tre a due e Conte a Trieste non perde tempo per comunicarlo subito ai suoi predicando calma ai ragazzi ma ridendo sotto i baffi. Per il Milan è un montante da ko, barcollanti i rossoneri si ributtano in avanti in una missione impossibile ma vengono mandati al tappeto dal siluro di Maicon che sigla il poker e chiude tutti i giochi. A Trieste può partire la festa. La vecchia signora torna re d&#8217;Italia dopo nove anni anche se l&#8217;ultimo sarebbe datato 2006 ma poi rimosso da ogni albo d&#8217;oro per le note sporche vicende. Ovviamente i dirigenti non ci stanno e stappano trenta bottiglie, onestamente poco importa. Lo scudetto stavolta è vinto sul campo, meritatamente, senza trucchi e senza inganni. E&#8217; l&#8217;ennesima dimostrazione che si sarebbe potuto vincere lo stesso anche senza Moggi e adesso le stellette sarebbero realmente tre.</p>
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		<title>MOTO GP/ESTOSTONER!</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 14:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Minguzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[ È l&#8217;anno del canguro: il mostro australiano se ne infischia delle voci sul suo ritiro e spazza via un&#8217;altra volta tutti. Rossi intanto vede la luce (fioca) in attesa delle novità che porterà domani Ducati nei test. Malissimo Hayden, bravo &#8230; <a href="http://www.almaradio.it/2012/05/moto-gpesostoner/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> È l&#8217;anno del canguro: il mostro australiano se ne infischia delle voci sul suo ritiro e spazza via un&#8217;altra volta tutti. Rossi intanto vede la luce (fioca) in attesa delle novità che porterà domani Ducati nei test. Malissimo Hayden, bravo il Dovi! Lorenzo fa il massimo, ma ha sbagliato generazione: fosse nato una quindicina di anni prima o dopo con il suo talento avrebbe fatto incetta di mondiali. </strong></p>
<p><strong>CARLO BOSSI</strong></p>
<p>Le pagelle:</p>
<p>Stoner/Honda Repsol: 10<br />
Parte e dà un secondo e mezzo a tutti. Poi Lorenzo gli si rifà sotto, arriva a due decimi, lo punta nel quarto intertempo: tutti a pensare a un finale di gara combattutto e invece il canguro accelera di nuovo e va a vincere tranquillo.<br />
MOSTRUOSO.</p>
<p>Lorenzo/Yamaha Factory: 8.5<br />
Fa tutto quello che può fare alla perfezione, nonostante una frizione che gli si brucia alla partenza e gli dà problemi nei primi due giri. Si impegna al massimo, va forte, guida pulito, ma con uno Stoner così c&#8217;è poco da fare.<br />
TALENTO.</p>
<p>Pedrosa/Honda Repsol: 6<br />
Si, è vero, sembra un po&#8217; uno di quei voti del professore un po&#8217; infame del liceo. Dani arriva terzo, gira forte, conquista il suo centesimo podio, ma&#8230; Ma con la stessa moto di Stoner becca 3&#8243; e sei decimi di distacco dal compagno. Deve fare di più, se non vuole restare l&#8217;eterna promessa che però non vincerà mai il mondiale.<br />
RIMANDATO.</p>
<p>Dovizioso/Yamaha Tech 3: 7.5<br />
Regola Crutchlow guidando con la consueta pulizia ed è ancora una volta il primo degli italiani in pista. La lotta per diventare la seconda guida della Yamaha Factory è ancora lunga e Crutchlow per ora sembra in vantaggio, ma questa volta il punto va ad Andrea. Bravo Dovi!<br />
COSTANTE.</p>
<p>Crutchlow/ Yamaha Tech 3: 6.5<br />
Stavolta lo stile di guida del compagno è più efficace. Nel tentativo di passare il Dovi va largo e si fa battere dall&#8217;italiano per la prima volta in stagione. Mezzo punto in più perché è uno dei piloti che più ci hanno fatto divertire nel week-end, come al solito.<br />
UN FOLLE CHE AIZZA LE FOLLE.</p>
<p>Bautista/Honda Gresini: 6.5<br />
Una buona gara dello spagnolo che deve ancora adattarsi alla Honda del team italiano. L&#8217;obiettivo è quello di stare con Dovizioso e Crutchlow, per ora ci sono ancora 5 secondi di distacco dal secondo dei piloti Tech 3. Riuscirà il buon Alvaro aiutato dai ragazzi del Team Gresini a fare di più?<br />
PASTA IN BIANCO.</p>
<p>Rossi/Ducati Team: 7<br />
Il voto è una media del 4 che gli avremmo dato l&#8217;anno scorso se avessimo saputo che dopo un anno di lavoro avrebbe addirittura incrementato il suo distacco dai primi e il 10 che dovremmo dargli per il distacco abissale che rifila agli altri ducatisti (27 secondi a Barbera e 36 ad Hayden). Con i nuovi set up si trova indubbiamente meglio, ma ancora non basta. Vedremo cosa succederà nei test dei prossimi giorni. Il problema grosso rimane ancora l&#8217;accelerazione: il motore Ducati è ancora troppo poco docile e non riesce a scaricare in modo funzionale i cavalli al suolo, rendendo la moto difficile da domare. Riuscirà il reparto corse della Ducati a risolvere il problema?<br />
SI OK PERò MA VABBè.</p>
<p>Spies/Yamaha Factory: 3<br />
Un&#8217;altra gara imbarazzante per il pilota che ha la stessa moto di Lorenzo e si fa rifilare 32 secondi dallo spagnolo. Se continua così non sarà sicuramente lui il compagno di Jorge l&#8217;anno prossimo. Starà rimpiangendo i bei tempi in Superbike? Non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che deve darsi una sveglia, in fretta.<br />
ADDORMENTATO.</p>
<p>Bradl/LCR Honda: 6.5<br />
Il fresco campione della Moto2 all&#8217;esordio quest&#8217;anno nella categoria maggiore fa una buona gara, dando parecchio filo da torcere a Spies. Non è Stoner, ma neanche la sua moto è la stessa dell&#8217;australiano. Per ora va bene così.<br />
STUDENTE.</p>
<p>Barbera/ Pramac Racing: 4.5<br />
Il migliore succhiascie del gruppo prende 20 secondi da Bradl ed escluso Abraham, costretto al ritiro da una caduta, è il penultimo dei piloti di prototipi. Da soli è dura, Hector?<br />
DOBBIAMO RESTARE VICINI VICINIIIII.</p>
<p>Hayden/ Ducati Team: sv<br />
In settimana i soliti imparzialissimi siti di moto che non hanno assolutamente niente contro Rossi si erano sprecati ad incensarlo in tutti i modi, eleggendolo a vera prima guidati in Ducati. Beh, non male per una prima guida prendere un minuto da Stoner e 36 secondi da Rossi. La colpa di tutto ciò non è però sua, ma dei serissimi e imparzialissimi giornalisti sportivi. La sua colpa è essere andato piano, troppo piano, ma è stato condizionato da enormi problemi di elettronica. Peccato perché Nicky stava facendo una gran bella stagione e speriamo di rivederlo il prima possibile in alto, con una Ducati che vada finalmente forte per davvero, a portare al successo i nostri colori.<br />
ABBACCHIATO.</p>
<p>Espargaro 7 resta il primo delle CRT, De Puniet 6 arriva a 3 secondi dal compagno di squadra, Pirro 6 finalmente riesce ad arrivare in fondo alla gara con la sua FTR del team Gresini che finora gli ha dato parecchie gatte da pelare, Petrucci 7 ultimo delle CRT rimaste in pista ma un bel voto per la precisione con cui ha subito il doppiaggio, senza disturbare minimamente il terzetto davanti: la risposta migliore a chi si scagliò contro il problema del doppiaggio di queste moto invocando gravi rischi per la sicurezza, quando in realtà per anni e anni i doppiaggi nel motomondiale ci sono sempre stati. Abraham, Ellison, Hernandez, Pasini e Silva non terminano la gara. Edwards alle prese con una frattura alla clavicola non è sceso in pista: verrà operato domani a Barcellona.</p>
<p><a href="http://www.almaradio.it/2012/05/moto-gpesostoner/estoril-gara/" rel="attachment wp-att-4405"><img class="alignnone size-medium wp-image-4405" title="estoril gara" src="http://www.almaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/estoril-gara-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
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		<title>MOTO GP/QUALIFICHE ESTORIL: I TEMPI</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 20:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Minguzzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Turno di qualifiche divertente all&#8217;Estoril con Stoner che negli ultimi minuti riesce a strappare la pole a Lorenzo dopo averlo inseguito a lungo, perdendo sempre tanto nell&#8217;ultimo intertempo. Negli ultimi cinque minuti anche un grande giro di Cal Crutchlow che &#8230; <a href="http://www.almaradio.it/2012/05/moto-gpqualifiche-estoril-i-tempi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Turno di qualifiche divertente all&#8217;Estoril con Stoner che negli ultimi minuti riesce a strappare la pole a Lorenzo dopo averlo inseguito a lungo, perdendo sempre tanto nell&#8217;ultimo intertempo. Negli ultimi cinque minuti anche un grande giro di Cal Crutchlow che migliora di ben 8 decimi rispetto alle prove libere, mentre il compagno di squadra Dovizioso riesce a limare solo 3 decimi fermandosi al settimo posto. Lorenzo e Pedrosa un po&#8217; sfortunati trovano traffico nel finale e non riescono a provare l&#8217;ultimo assalto alla pole dell&#8217;australiano. Rossi con il nuovo setup, con cui ha dichiarato di trovarsi un po&#8217; meglio è più veloce di Hayden, ma ancora dietro alla “Gp0” di Barbera. Abraham alle prese con una fastidiosa cervicale viene battuto dalla CRT Aprilia di Espargaro.<br />
Da segnalare la brutta caduta di Edwards che travolto da De Puniet prende una gran bella botta alla testa, che sbatte contro l&#8217;asfalto.</p>
<p><a href="http://www.almaradio.it/2012/05/moto-gpqualifiche-estoril-i-tempi/tempi-estoril-2/" rel="attachment wp-att-4400"><img class="alignnone size-medium wp-image-4400" title="Tempi estoril" src="http://www.almaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Tempi-estoril1-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
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