20 agosto 2012 | News |
Finalmente Dwight Howard ha scelto la sua destinazione facendo muovere ben quattro squadre, vediamo quindi come cambiano le ambizioni di questi quattro team
NALDI MATTIA
Sembrava non dovesse più aver fine la telenovela che avrebbe portato Howard lontano dalle coste della Florida, Hennigan, nuovo GM Magic, non dormiva più la notte, quasi pentito nell’aver accettato un lavoro che altrimenti è il sogno di una vita, ma mentre tutti pensavano a quando DH12 sarebbe sbarcato a Brooklyn, se durante questa stagione o se durante la prossima off-season, ecco che i Lakers, invitando al ricco banchetto anche Sixers e Nuggets, fanno il colpo gobbo e continuano la loro tradizione che dopo Chamberlain, Jabbar e O’Neal li vede come nuova casa dei centri che nel momento delle trade sono i più dominanti della lega. Vediamo ora squadra per squadra cosa cambia dopo questa trade.
Philadelphia Sixers: perdono il proprio leader, Andre Iguodala che forse è il peggior leader della storia del gioco, i giovani Vucevic e Harkless, una futura prima scelta e, in una mossa collaterale alla trade, Jodie Meeks, acquisendo Bynum e Jason Richardson. Perdono quindi l’uomo franchigia che li ha guidati in questa bella stagione e negli ultimi anni ma che sul quale pendono parecchi dubbi (anzi certezze) sulle incapacità di svolgere un ruolo chiave in una franchigia NBA, due giovani scommesse nel reparto lunghi che avrebbero dovuto finalmente arpionare quei rimbalzi che tanto servivano a questo team, una futura prima scelta che probabilmente non sarà neanche da lottery e un sesto uomo dai risultati ondivaghi. Acquisiscono però il secondo miglior centro della lega, perfino superiore in certi aspetti del gioco come post basso, sensibilità di polpastrelli e gioco alto basso, ad Howard e uno dei migliori tiratori da tre della lega. Per entrambe incombono i problemi legati a ginocchia e testa ma la mossa porta sicuramente grande upgrade alla franchigia. In secondo piano si può vedere anche la trade come investitura verso Evan Turner, seconda scelta assoluta del 2010, che dopo un difficilissimo anno da rookie è sembrato in ascesa ma ostacolato, nella sua corsa verso le vette NBA, proprio dalla presenza di Iguodala nel suo ruolo.
Denver Nuggets: salutano Afflalo, Harrington una prima e una seconda scelta future, accogliendo il predetto Iguodala. Continua la redenzione del GM Ujiri dopo i contratti troppo esagerati dati negli ultimi anni, così che dopo l’addio a Nenè arrivano quelli ad Afflalo e Harrington, perdendo sì un giocatore ottimo nei due spot di guardia e un altro giocatore in grado di fare esplodere le partite dalla panchina, ma acquisendo un giocatore col contratto pur alto ma in scadenza nel 2014. Tatticamente l’arrivo di Iguodala dà alla franchigia un altro giocatore non stella, con punti nelle mani, intercambiabile facilmente in difesa, in grado di concedere alla squadra di giocare uno small ball estremo con in campo lui, Gallinari e Chandler, insomma, il sogno bagnato di coach Karl.
Los Angeles Lakers: per acquisire il miglior centro della Lega, oltre a Chris Duhon che guadagnerà 7,5 Mln di dollari in due anni per fare la terza PG, Jodie Meeks e Earl Clark cedono il secondo miglior centro della lega (che viene però da un anno in cui ha causato parecchi capogiri al proprio staff per i colpi di testa avuti talvolta), Eyenga e McRoberts, oltre che una, presumibilmente altissima, prima scelta. Il prezzo è tutto sommato giusto, niente di scandaloso come alcuni già dicono paragonando la trade all’affaire Gasol. Il payroll sale a livelli spropositati e ciò ci fa capire che i mesi persi l’hanno scorso per il lock-out e la stagione compressa di quest’anno per noi tifosi sono stati solo un inutile scocciatura, dal lato tecnico si ha uno dei quintetti che sulla carta (molto importante il concetto teorico) è uno dei più forti mai visti su un parquet, i giochi a due sia con palla a Nash che a Kobe si potrebbero sprecare, Gasol potrà giocare dal gomito, dove ormai preferisce stazionare perché con Howard il secondo lungo più sta lontano da canestro meglio è. Ora Howard dovrà imparare a giocare meglio i pick n’ roll vista la presenza di Nash e i giochi alto basso nei quali Gasol fraseggiava magnificamente con Bynum. Occhio anche a Meeks che nei minuti che sostituirà Bryant potrà essere una minaccia dal perimetro visto che ad armargli la mano ci sarà Nash che sa rendere chiunque un buon tiratore da tre.
Orlando Magic: diciamo subito che il compito di Hennigan non era facile perché la situazione che si trovava per le mani era assai complessa e per colpa dei suoi predecessori e della sua star che faceva capricci come neanche un bambino. Diciamo anche che le sue prime parole dopo la trade sono state che c’è molta differenza tra le offerte teoriche (quelle cioè create dai giornalisti) e quelle vere, ciò non toglie che la situazione è stata gestita malissimo, non voleva contrattare coi Nets perché non voleva saperne di Lopez il quale avrebbe poi chiesto il massimo salariale, perché allora ingolfare il cap con gli arrivi di Afflalo e Harrington? Voleva poi giovani, scelte o contratti in scadenza e in effetti i due arrivati da Philadelphia sono due ottimi prospetti, ma nulla di più, poi magari Harkless diventa il nuovo Bill Russell e Vucevic il nuovo Divac, ma al momento altro non sono che un rookie e un giocatore con 51 partite NBA in carriera, entrambi scelti fuori dalla lotteria. Anche Eyenga e McRoberts rientrano nel piano contratti in scadenza, visto che a luglio 2013 faranno scadere 4 MLN di dollari complessivi. Le quattro scelte però sono scelte spalmate sui prossimi quattro anni, protette e che quasi sicuramente non saranno mai da lottery. Ad Orlando pertanto l’obbiettivo sembra solo quello di fare tanking ancor prima dell’inizio del training camp, sperare nella bontà della lotteria e in quella dei giovani collegiali, senza l’opportunità di prendere qualche giovane o qualche free-agent vista l’immobilità salariale alla quale ti obbligano contratti quali quelli di Turkoglu, Nelson, Afflalo e Harrington. Hennigan comincia subito male quindi il suo mandato perché, vero che quando cedi il tuo uomo franchigia che fa i capricci ci perdi sempre, ma stavolta si poteva fare di molto meglio.