29 luglio 2012 | News |
L’inglese torna alla vittoria dopo un periodo difficile; Alonso, 5°, allunga su Webber (8°)
RICCARDO MARCHETTI
Dopo che alcune prestazioni poco convincenti ed altre poco fortunate l’avevano fatto sprofondare al quinto posto in classifica generale, Lewis Hamilton risorge dalle sue ceneri andando a vincere il GP di Ungheria. Il pilota della McLaren, partito dalla pole, ha condotto la gara fin dall’inizio, anche se si è trattato di una vittoria solo relativamente tranquilla: prima Grosjean poi Raikkonen infatti l’hanno a lungo tallonato, ma vuoi per la conformazione dell’Hungaroring, la cui tortuosità non favorisce di certo spettacolo e sorpassi, vuoi perché l’inglese ha sfoderato una prestazione maiuscola, nessuno riuscito a sferrare l’attacco vincente. I due piloti della Lotus completano il podio, mentre Alonso chiude 5°, guadagnando una posizione rispetto alla partenza e incrementando il proprio vantaggio su Webber, solo 8° oggi (ma visto che partiva 11°, la sua gara non può affatto considerarsi da buttare). Subito dopo il giro di ricognizione, iniziano i primi problemi per Schumi, la cui macchina si spegne: il tedesco, già molto indietro sulla griglia di partenza, si ritrova così a partire dai box, mentre gli altri percorrono un secondo giro di ricognizione e la gara viene ridotta di un giro. Al via, Hamilton mantiene il comando, mentre Vettel attacca con decisione Grosjean, ma oltre a non riuscire a superarlo viene pure beffato da Button, che gli strappa la terza posizione; stesso copione dietro di lui, con Alonso che prima rischia il sorpasso da parte di Maldonado ma poi riesce addirittura a superare Raikkonen sull’esterno e a portarsi in quinta posizione; Massa viene superato da Webber, unico a montare gomme medie, e Senna ritrovandosi 9°, perdendo dunque due posizioni rispetto alla partenza; decimo ed ultimo della zona punti è Hulkenberg. Ancora grane per Schumi, che partito troppo forte dai box è costretto ad un drive through. Hamilton e Grosjean allungano subito su tutti gli altri, mentre Alonso non è velocissimo e rischia il ritorno di Raikkonen. La gara, come di consuetudine in Ungheria, è piuttosto noiosa e di sorpassi non se ne vedono; appare subito evidente che si dovrà attendere il primo giro di pit stop per provare qualche seppur minima emozione. Tra i piloti di prima fascia il primo a fermarsi è Button, che rientra al 16° giro dopo un errore che aveva permesso a Vettel di riagganciarlo. Sale in cattedra Raikkonen, che a suon di giri veloci cerca di guadagnare il più possibile su Alonso, il quale non riesce a superare il ben più lento Perez; il finlandese, che ancora non ha effettuato la sosta, riesce ad accumulare tanto vantaggio sullo spagnolo da rientrargli davanti una volta fermatosi per il cambio gomme, recuperando così la posiziona persa in partenza. La girandola delle soste premia anche Rosberg, che riesce ad entrare in zona punti mettendosi alle spalle Hulkenberg. Alonso vede Webber sempre più vicino, mentre in testa Grosjean spinge forte sul gas e guadagna ben quattro decimi su Hamilton; un suo errore al 26° giro però gli fa perdere nuovamente molto terreno. Vettel intanto comincia ad avvicinarsi pericolosamente a Button, così la McLaren opta per una strategia a tre soste: l’inglese rientra ai box e monta gomme morbide, che gli permettono da subito di essere molto veloce ma rendono necessario un successivo passaggio ai box; il tedesco riuscirà comunque a passarlo al 39° giro, sfruttando il pit stop. Il pilota della McLaren è inoltre frenato da Senna, perdendo così secondi importantissimi su Raikkonen, che è sempre uno dei più veloci e non si è ancora fermato. Il finlandese va talmente forte che, al rientro dalla sosta al 46° giro, da 5° che era prima del secondo turno di pit stop si trova a battagliare con Grosjean per la seconda piazza; liberatosi facilmente anche del compagno di squadra, che quasi viene scaraventato fuori dalla pista durante il duello, si lancia all’inseguimento di Hamilton. Alonso perde un altra posizione, scalzato stavolta da Webber, ma al 47° giro si ritrova davanti a Button, che rientra ai box per l’ultimo cambio di gomme; l’inglese si butta subito a caccia del pilota della Ferrari, che però pian piano riesce a distaccarlo. Al 54° giro errore di Grosjean, che taglia una chicane venendo così definitivamente distaccato dai primi due e perdendo ben un secondo di vantaggio su Vettel. Al 56° giro Webber si ferma per montare le gomme medie, perdendo tre posizioni a favore di Alonso, Button e Senna: passerà tutti dieci giri restanti cercando di superare il brasiliano, ma dovrà accontentarsi dell’8° posto, perdendo altri punti su Alonso in ottica mondiale. Al 59° Vettel decide di tentare il tutto per tutto per centrare il podio: si ferma per il terzo pit stop, monta un treno di gomme morbide e, dopo essere riuscito a tenere la posizione su Alonso, si lancia all’inseguimento di Grosjean, che è a ben 20 secondi; nonostante l’impresa sembri disperata, il campione del mondo in carica nei dieci giri rimanenti riuscirà a portarsi ad un solo secondo dal francese, recuperandogli ben 19 secondi e sfiorando il colpaccio. Al 60° giro Schumacher chiude un week-end decisamente nero ritirandosi definitivamente dalla gara. Davanti, Raikkonen fa quel che può ma non riesce a prendere Hamilton, che vince davanti al finlandese ed a Grosjean; completano la zona punti Vettel, Alonso, Button, Senna, Webber, Massa e Rosberg. In classifica, Alonso (164 punti) consolida il proprio vantaggio su Webber (124), avvicinato da Vettel (122), Hamilton (117) e Raikkonen (116). Si sapeva che sarebbe stato un GP duro per la Ferrari, ma Alonso è stato perfetto a condurre una gara difensiva, guadagnando posizioni e incrementando il proprio vantaggio su Webber, che pur non essendo il rivale più temibile è quello più vicino in classifica. Torna a sorridere Hamilton, che centra la sua seconda vittoria in questo campionato, scalza Raikkonen al 4° posto rientra in lizza per la vittoria finale, anche se i punti che lo separano da Alonso, 47, sono ancora tanti. Vettel invece conferma la sua allergia al mese di luglio, nel quale non è ancora riuscito a trionfare da quando è in F1; il tedesco è stato sin qui il più costante tra gli inseguitori di Alonso, ma un solo podio, dove peraltro ha occupato il gradino più basso, nelle ultime sette gare è troppo poco per uno che vuole lottare per il titolo. Una menzione speciale la merita Raikkonen, oggi il migliore in pista insieme ad Hamilton: i progressi suoi e della Lotus sono sotto gli occhi di tutti, gli manca solo il definitivo salto di qualità, altresì detto vittoria, per poter essere considerato un aspirante al titolo. Superata la metà dei gran premi da disputare, le carte si stanno ormai scoprendo del tutto: Webber, Vettel, Hamilton e Raikkonen sono gli unici in grado di insidiare la leadership di Alonso, che sin qui ha disputato un mondiale quasi perfetto e può dormire sonni relativamente tranquilli, visto il vantaggio accumulato nonostante le difficoltà affrontate sin qui dalla Ferrari. Il prossimo GP si disputerà a sul circuito di Spa in Belgio, che ha sempre regalato gare spettacolari: riuscirà l’asturiano a far valere la sua classe e a mantenere a distanza gli inseguitori?