MILANO SI INCHINA A MILITO, MILAN KO

MILANO SI INCHINA A MILITO, MILAN KO

Milito derby

16 gennaio 2012 | News |

L’argentino regala la vittoria ai nerazzurri con un perfetto diagonale. Ranieri si conferma uomo derby, Inter a meno sei dalla Juve. Milan sterile e poco pericoloso

MANUEL MINGUZZI

Chissà quanto tempo dovrà ancora aspettare Diego Milito per essere proclamato re e non più principe. E’ lui l’uomo copertina di questo derby, lui quello che l’ha deciso. Ranieri gli da una mano dalla panchina vincendo il duello con Allegri: il mister romano la domina tatticamente. Allegri ha insistito, non si sa se per volere suo o per diktat del presidente, con Boateng sulla linea dei centrocampisti ed Emanuelson trequartista. La sensazione è che entrambi siano fuori ruolo, solo il tempo dirà. Ma anche il periodo degli esperimenti sembra finito. Il “boa” da mezzala rende la metà, non può sganciarsi con continiuità in attacco, per via evidenti obblighi tattici, ed è costretto a sfiancarsi in copertura: cosa che lui non ama. Ibra mal supportato e imbrigliato egregiamente dal duo Samuel-Lucio che sembra tornato quello di due anni fa.

La partita. Comincia bene l’Inter che va in rete dopo cinque minuti grazie a Thiago Motta, il guardalinee ferma tutto per un fuorigioco inesistente. Poco dopo Pato sciupa una buona occasione dal centro dell’area sparando alle stelle. Il Milan prova a fare gioco mentre l’Inter si chiude con ordine sfruttando le due linee di difesa e centrocampo molto strette non concedendo spazi agli avanti rossoneri. Ne viene fuori una partita molto tattica, con gli uomini chiave, Boateng e Alvarez, ben contenuti dai rispettivi marcatori. Il diavolo continua poi a pagare un deficit nel ruolo di terzino sinistro che una grande squadra non può avere. Zambrotta ha già dato il meglio che poteva dare e l’età non è più dalla sua, mentre Antonini e Taiwo non sono ad un livello soddisfacente. Urgerà ricorrere al mercato al più presto. Maicon può cosi’ sfogare la sua velocità sulla fascia destra causando preoccupazione nella difesa avversaria. Il primo tempo si chiude con un piattone di Alvarez solo davanti ad Abbiati, troppo debole per far male, si poteva far meglio, e con una traversa di Van Bommel a Julio Cesar battuto. Resterà la più grossa palla goal del diavolo.

La ripresa si apre con la rete decisiva: Zanetti parte in contropiede con la sua classica serpentina, serve Milito con un lancio a tagliare il campo su cui Abate sbaglia goffamente l’intervento spianando la strada al principe che con un perfetto diagonale manda su tutte le furie Abbiati. Allegri non corre ai ripari subito e non tocca la formazione, ma non ha l’effetto sperato. A dire il vero neanche le sostituzioni ridanno brio ed energia ad un diavolo spento: dentro Robinho e Seedorf ma entrambi non cambiano il corso del match. Al minuto 83 proprio l’olandese è costretto a provarci da lontano trovando i pugni di Julio Cesar mentre un minuto dopo Robinho non trova la giusta coordinazione per battere il portiere nerazzurro. E Ibra? Va a sprazzi, è costretto a fare il trequartista e pure la prima punta. Decisamente poco aiutato e per questo Boateng dovrebbe giocare in posizione più avanzata. L’assenza di Cassano si fa sentire, Pato continua ad essere un po’ svagato anche se mostra timidi segnali di ripresa. Decisamente meglio i nerazzurri, tornati tonici e compatti per tutti i novanta minuti. Certo, non si può parlare di gioco sfavillante ma quantomeno concreto. Finisce cosi, l’Inter dopo l’inferno del periodo Gasperini adesso si può dire completamente risorta. Per il Milan un incredibile occasione persa visto il mezzo passo falso della Juve a Cagliari e la sconfitta dell’Udinese a Genova. Resta una prestazione non da grande squadra e per di più in una delle partite più importanti della stagione. I primi campanelli d’allarme stanno suonando.

Commenti