10 novembre 2011 | News |
Dopo l’intervisita effettuata a Maddalena Piccolo del comitato No People Mover, ai microfoni di Alma News è intervenuto l’assessore ai Trasporti della città di Bologna, Andrea Colombo
FRANCESCO MONTORI
Assessore Colombo, esistono altri privati che hanno dimostrato interesse al progetto People Mover?
«Sì. Da una parte abbiamo due soggetti pubblici che si occupano dell’aeroporto e della stazione e cioè SAB e Ferrovie. Per i privati invece, Confcooperative e altri che hanno già preso un impegno pubblico per la partecipazione».
Quindi l’Atc non si troverà sola all’interno della società Marconi Express?
«Noi ci stiamo muovendo in questa direzione e non solo. Vi è anche un lavoro di modifica dell’assetto societario della Marconi Express. Stiamo cercando un accordo con il Consorzio perché rimanga più a lungo degli 8 anni stabiliti nei patti parasociali all’interno della società di gestione. Ridurre il rischio d’impresa di Atc è una priorità, pur mantenendo una quota partecipativa. In aggiunta, abbiamo condiviso con il Consorzio una proroga dei termini di approvazione del progetto, per valutare bene tutti i punti e dare un via libera definitivo verso la fine del mese».
La linea BLQ verrà rimossa?
«Da contratto il servizio verrà interrotto quando subentrerà il People Mover. Vorrei ricordare che la soglia del numero di passeggeri prevista per il primo anno di vita della monorotaia, il 2015, è già stata superata l’anno scorso dal BLQ, linea per il raggiungimento dell’aeroporto. Anche se quest’ultima impiega più di venti minuti per arrivarci allo stesso costo del biglietto».
E il Servizio Ferroviario Metropolitano? Perché non investire sul suo ampliamento fino all’aeroporto?
«E’ vero che occorrerebbe un prolungamento dei binari per circa un chilometro, ma ci sarebbe un costo da aggiungere alla spesa di circa quaranta milioni di euro per un eventuale ampliamento anche verso la Fiera. Il problema però sarebbe un altro, il costo di gestione. Il People Mover è una tecnologia di livello intermedio, mentre quella della Ferrovia è una tecnologia pesante, strutturalmente in perdita. Nel caso del primo sarebbero i privati per la maggior parte ad accollarsi le spese di gestione, nel secondo invece sarebbe solamente il Pubblico».
Vi state comunque muovendo per potenziare l’Sfm?
«Certo. Pochi giorni fa siamo andati dal ministro delle Infrastrutture Matteoli per dirottare i finanziamenti statali del Metrò su quella che noi riteniamo l’architrave della città metropolitana. Tengo a precisare, come ho sempre fatto, che l’Sfm e il People Mover non si faranno concorrenza per due motivi: trasportistico ed economico. Il primo servirà per la domanda di un bacino ampio provinciale, mentre il secondo ai soli utenti tra stazione e aeroporto. E bisogna ricordare che, alla fine del 2012, finiranno i lavori di ampliamento sia di un snodo che dell’altro, con un probabile incremento dei viaggiatori in transito».
Lei sa della raccolta di firme promossa dal comitato No People Mover per un’istruttoria pubblica. C’è qualcosa di non chiaro?
«Tutti gli atti del progetto sono stati pubblicati sul sito del Comune. Sono state superate le verifiche necessarie per legge, e vi è stata l’approvazione del Consiglio comunale e provinciale. Comunque, noi rimaniamo aperti ad una discussione pubblica dove ognuno possa portare le sue ragioni».
Il progetto People Mover è quindi diverso dai progetti depennati in passato, come il Civis?
« Se Guazzaloca avesse utilizzato i fondi per la realizzazione della linea tranviaria invece che per il Civis, forse oggi avremmo un mezzo di trasporto più apprezzabile. Con questo non voglio dire che dobbiamo andare avanti anche noi a testa bassa, ma se c’è bisogno e utilità, perché fermarsi? Vede, Bologna negli anni ha sempre avuto due brutte abitudini: rimettere in discussione il sistema delle infrastrutture volute dalle giunte passate, cosa che ha portato alla paralisi e, in secondo luogo, l’abitudine di guardare il proprio ombelico anche quando non se lo può permettere. Pisa è in procinto di realizzare un People Mover con le medesime funzionalità del nostro. Questa nuova e utile connessione è percepita e voluta in diverse città».
Le ragioni saranno molteplici.
«Per quello che ci riguarda, vogliamo provare a dare un servizio alle persone che transitano per Bologna, perché arrivi ad uno standard europeo. All’obiezione che molti bolognesi non utilizzeranno il People Mover, rispondo che questo può essere vero, seppur con delle riserve. Ripeto che stiamo lavorando anche sull’Sfm e sui filobus per permettere uno spostamento più fluido agli abitanti della città».
Sarà d’accordo che dopo il Civis è normale la reazione di sfiducia e dissenso di molti cittadini.
«Lo capisco, certo. Ma sono due realtà molto differenti».